• Print
close
Breaking news

Ottime notizie per tutti coloro che hanno prenotato la standard edition di Fifa...read more Arriva la rivoluzione in casa Twitter dopo anni di annunci. Il celebre social h...read more L’artista sarà sul palco dell’Ariston anche in veste di direttore a...read more Messico, ucciso assistente di produzione di ‘Narcos’: cercava locati...read more L’1 settembre uscirà il nuovo attesissimo album di Ensi, dal titolo V. Qu...read more Lo scorso 21 maggio, Ok Computer – il terzo album in studio dei Radiohead...read more TESTO SALMO – NON VOLEVO Parli parli, ma non sento niente Quando canti b...read more Call2Play are Inoki Ness, Mad Dopa and Fabio Musta. FALLO TU è il singolo che ...read more Gue Pequeno, Non ci sei tu, Testo Mi fa strano lo sguardo perso di Chi vuole co...read more Basata su una storia di Stephen King, la serie TV (10 episodi) segue le vicende...read more

AnotheRule Recensione

386_Radio_Moscow_+_AnotheRule_@_INIT_iocero_2013_02_27_16_00_54_anotherule-anotherule

Giusto come premessa, prendo le distanze da quanti confondono la recensione di un disco, o di un concerto con un esercizio di stile, mirato soltanto ad enfatizzare la propria delizia onanistica in termini di capacità linguistiche e di conoscenza di autori e canzoni, con il tedioso risultato di avere passaggi del tipo “ come i famosi vattelappesca nel loro disco del ’54, “ o ancora “ è chiara la loro influenza latente del pensiero post indie di cheneso “ ecc ecc. Ergo per quanti sono abituati a leggere stronzate tipo “ vagano tra gli Alice in Chains e la psichedelia dei Pink Floyd” mi spiace ma resterete delusi dal mio crudo report musicale, e solo musicale.

Riguardo l’album in questione invece, posso dire che, spogliatomi da ogni pregiudizio che poteva essersi insinuato dall’aver letto altre recensioni sul disco, gli AnotheRule mi piacciono.

Sarei un’ipocrita a non dire che in effetti, di contaminazioni e rimandi piuttosto famosi se ne sentono, già dalla prima Power Trip, che porta in se un passo americano inconfondibile, e a mio avviso assolutamente gradevole, data la rarità dell’elemento in una band nostrana.

Who I Am è decisamente un bel viaggio, se non fosse disturbato da quello che dovrebbe essere un peculiare effetto intermittenza sul battere & levare del pezzo, che a lungo andare personalmente mi disturba, e rende disomogeneo l’ascolto.

Passando dalla lievemente melanconica e piacevolissima Breakdown mi areno soddisfatto dalle mie orecchie su Thinkin On i cui echi rimandano ai Soundgarden ( ok l’ho detto ) ma nonostante alcune influenze risultino vive e presenti, ( come anche i QOTSA ) il sound degli AnotheRule rimane comunque sempre originale, e la loro ( nuova ) identità assolutamente univoca, tanto da farmi immaginare che possa diventare il loro segno distintivo per i prossimi lavori futuri.

Notevole l’equilibrio vocale tra la morbidezza e gli angoli ruvidi di Disco Madness, in Shame i Soundgarden mi si affacciano ancora nella mente, ma mi basta l’entrata della voce per smorzare ogni rimando di Seattle, con suoni più dilatati e un’energia più addomesticata e fluida, meno imbizzarrita, rispetto ai canoni del sopracitato ( giuro per l’ultima volta ) gruppo.

Wizen Up e Society Cell chiudono il disco, la prima con una sospensione temporale che meriterebbe la tanta attesa esplosione, che però non arriva mai, io dico purtroppo, data la stupenda enfasi della progressione strutturale del pezzo, che porterebbe direttamente in quella direzione, anche se capisco comprendo e apprezzo comunque la dinamica decisa. L’ultima traccia ha il testo che mi piace di più,

ma è il pezzo che mi piace di meno.

In buona sostanza, ( e c’è ne tanta ! ) il disco è di quelli che metti su, e non togli se non dopo 4/5 giorni di loop, fino ad assorbirne ogni sfumatura e ogni variazione, i suoni sono assolutamente molto curati, e l’attenzione per ogni dettaglio strutturale e melodico è fortemente presente e palpabile.

Ometto volontariamente esperienze pre-disco del gruppo, ammettendo che sicuramente aver avuto esperienze live di un certo livello sono state fondamentali per trovare la strada verso la propria identità e a capire il duro lavoro necessario per percorrerla fino a cominciarne la costruzione.

AnotheRule è un ottimo disco di esordio, e sono decisamente contento, una volta tanto, di stupirmi in maniera piacevole per il lavoro ben fatto di una band nuova e soprattutto italiana.

Avete strappato un po’ di speranza da questo vecchio cuore.

Grazie

Tag:, , , , , , , , ,

No Comments
Story Page