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21 febbraio: "Strada Madre" / "Mother Road", la mostra e la monografia di Luigi RAPTUZ Muratore alla Galleria Schubert di Milano

RAPTUZ
MOTHER ROAD


la monografia a distribuzione internazionale

per il 25° anniversario di writing dell’artista (1987-2012)

presentata in anteprima
in occasione del vernissage
di “STRADA MADRE”
la Mostra:

GALLERIA SCHUBERT, Via Fontana, 11 – Milano
21 Febbraio 2012 / 9 Marzo 2012

Doppio evento, martedì 21 febbraio, alla scoperta della Street Art made in Italy attraverso uno dei suoi più storici protagonisti.
Parliamo di RAPTUZ, al secolo Luigi Muratore. 25 anni di attività  “con la faccia al muro”. 25 anni da writer che lo hanno portato oggi ad avere la sua personale ospitata da una location prestigiosa come la GALLERIA SCHUBERT e ad avere una monografia distribuita a livello mondiale.
Del resto la strada di RAPTUZ lo ha sempre portato a creare fra l’Italia e gli Stati Uniti: la sua Strada Madre, e questa mostra e questo libro ce la raccontano!

Mostra e Catalogo a cura di:
Prof. Lorenzo Bonini (critico d’Arte)

Con il Patrocino di:
INWARD (Osservatorio Sulla Creatività  Urbana)

I libri divulgativi tendono troppo spesso a banalizzare il fenomeno del graffitismo, forse perché, almeno in passato sono stati ingaggiati dalle case editrici autori che non conoscevano a pieno l’argomento o che si sono scarsamente documentati a riguardo, ma sono forse gli unici in cui è presente un tentativo di critica utile per comprendere il fenomeno e far maturare un proprio punto di vista.

Le sue opere si generano e nascono nelle città plumbee dei dormitori, dei gasometri, nella terra promessa delle periferie dei sobborghi, lì dove si offrono solo falsi riflessi della vita e l’illusoria fuga del pensiero nella messa in scena di un mondo artificiale, lontano, se non addirittura opposto ai fragori solari del giorno e dall’incantevole armonia della città vetusta.
Questa per Raptuz è stata “La strada madre” (sua la definizione), quella che gli ha dato la consapevolezza di valere qualcosa, di crescere come uomo e artista.

“La strada mi ha dato guai, ma mi ha anche tolto dai guai, dal momento in cui ho focalizzato la mia energia sul writing piuttosto che sulle altre cattive strade che avrei potuto facilmente prendere.”

Il caos narrativo pittorico esaltato dall’invenzione compositiva e dagli accostamenti cromatici è la sintesi di uno sconcerto che assale e permea la perenne rincorsa delle lusinghe.
Le tecniche e i materiali sono quelli classici della tradizione writing, soprattutto: vernice spray, acrilici e smalti, idropitture, le tele sono preparate in modo da simulare il muro grezzo, spesso utilizza stencils tagliati a mano e poi distrutti dopo un solo utilizzo. Al loro fianco, Raptuz non disdegna l’utilizzo di applicazioni di oggetti che hanno un significato simbolico, che conosce bene e fanno parte del suo vissuto, tipo: pennelli, matite da muratore, pezzi di cartone, bombolette, proiettili, bandane e naturalmente il talento.
La movimentata frantumazione nelle opere pubblicate in monografia rimanda sempre a quel clima sicuramente di assonanza nell’unione delle composizioni, dove pensieri, tormenti e sollecitazioni fantastiche s’incontrano combinandosi, si materializzano concretamente dando origine all’opera. Sono questi validi risultati che ci mostrano il quadro riflesso su questo nostro artista di strada, nato e cresciuto nella vasta periferia lombarda, che lascia intravvedere anche in modo drammatico la sua storia di vita nel corso dei suoi venticinque anni da writing di muri, di treni, di vagoni, di metropolitane, di ponti, sottopassi, di cavalcavia, di scavalcamenti, di guardie, di fughe, di arrampicate col fiato corto e il cuore in gola ma sempre alla ricerca del fantastico per stupire e affascinare per amore.

“STRADA MADRE” (Prof. Lorenzo Bonini)
Nell’opera artistica di Raptuz è doveroso chiedersi dove destina più di frequente la sua percezione creativa, poiché il suo operare investe pittura, grafica e design. L’abolizione della spazialità volumetrica, la bidimensionalità prevalente nei dipinti porta i suoi elaborati pittorici a una spazialità surreale e la creazione di un simbolismo “alfabetario” idiolettico, dall’aspetto grafico-decorativo, ad andamenti ritmici.
Da una simile definizione potrebbe sortire un’immagine globale dell’opera di Raptuz, nettamente segmentata, invece no: è una pittura intrisa di storie dell’uomo e della terra, è l’ostinata idiolettica simbologia del segno che spazia sulla super- ficie in maniera incondizionata che ne diventa indicazione d’avanguardia, attraverso il progressivo evolvere del “kaos” compositivo cromatologico.
La parata dei lettering che fluttuano impetuosi sulla tela, talvolta assumono i connotati di totem, che salgono dal basso e trionfano quasi come emergessero dal profondo del colore di assoluto che in esso rispecchia nelle diverse accezioni cromatiche. La bidimensionalità, la ricerca spaziale irrobustisce la risposta positivista all’affermarsi dei caratteri, ma talvolta essi si rendono irreperibili si dissolvono come incubi quotidiani, filtrati dall’attenta regia compositiva dell’artista, sono mostrati, svelati con lo stesso travolgente e sotterraneo linguaggio con il quale si esprimono di fronte ai nostri occhi.
Simboli delle realtà dimenticate, graffiti dei sotterranei e luoghi di rifugio, con le note metalliche e stridenti della selvaggia metamorfosi della nostra epoca s’impongono sulla tela proprio perché sono reali. L’artista si è ancora una volta appropriato dell’esistente, del fenomeno; spetta a noi continuare ora decifrarlo. Ogni volta s’impadronisce dell’universo, ne prenderà la maschera duttile, v’introdurrà la propria mimica, il proprio calore, le proprie grida e lo presenterà, in apparenza, quasi intatto; in realtà, svuotato della sua sostanza, al quale il pittore ha sostituito la propria. Mutamento e trasfigurazione quale misteriosa alchimia la rendono compiuta sotto i nostri occhi, plasmando ogni volta un aspetto imprevedibile. Linguistiche tecnologiche dei nostri giorni animate da un’insuperabile forza; predomina adesso in lui la volontà di immergersi totalmente negli incubi quotidiani, nelle grida e nei deliri dei “Raptuz” che avverte nelle realtà sociali metropolitane dei nostri giorni.

ALCUNE OPERE:
“YELLOW FOG II” cm.200×80
Trittico: “POINSETTIA PLACE” – “FORMOSA AVENUE” – “DETROIT STREET” cm.180×150
“LA BREA ROCKERS” cm.100×100 “FAIRFAX RULEZ” cm.100×100
“RAPTUZ THE GREEN” cm.150×100

BIOGRAFIA: Luigi “RAPTUZ” Muratore
Nasce nel 1968 nell’hinterland milanese, e fin da piccolo viene a contatto con le realtà di una provincia disagiata e non propriamente “tranquilla”. Dopo le scuole dell’obbligo, si diploma alla “Scuola del fumetto” di Milano dove apprende i fondamenti e le tecniche del disegno, dell’illustrazione e della grafica pubblicitaria.
Nel 1987 Raptuz si affaccia al mondo del Writing, un mondo che sentirà suo a tal punto da non abbandonarlo più.
Nel 1990 fonda con un gruppo di artisti la TDK Crew, che in breve tempo diventa un vero e proprio mito nell’ambiente del writing italiano. La Crew, conosciuta sia per gli innumerevoli lavori su commissione, sia e soprattutto per la sua “parte oscura” – come Raptuz ama definire l‘attività “non proprio autorizzata” su treni e metropolitane – resta tutt’ora un punto di riferimento nello scenario Italiano.
Poco più tardi, assieme al rapper J.AX, Raptuz fonda la Spaghetti Funk Crew, con la quale nei primi anni novanta inventa di fatto in Italia le esibizioni (ora molto di moda) “Live Painting” sul palco, durante concerti, festival, e negli show televisivi, contribuendo a diffondere il Writing fin nei più remoti comuni italiani, arrivando sino ad un’apparizione cinematografica interpretando se stesso, nel film “Senza Filtro” del 2001.
Nel 1991 in Italia i tempi non sono ancora maturi per vivere solamente della sua arte e Raptuz tenta l’avventura americana partendo senza un soldo in tasca per Los Angeles. Le regole della vita di strada apprese nella dura provincia milanese prima, e nei quartieri malfamati di Milano poi, si rivelano subito utili anche oltre oceano, ed in breve tempo si guadagna il rispetto dei “duri” writers locali, in una Los Angeles devastata dai “Riots” per l’assassinio di Rodney King ed in piena lotta tra le gang dei “Crips” e dei “Bloods”, entrando anche a far parte della storica crew di West Hollywood “CBS”, della quale ne è tutt’ora onorato membro.
A livello artistico l’esperienza americana frutta, oltre alle moltissime commissioni in giro per la California meridionale, anche la partecipazione nel 1996 ai “Vargas Awards” (Las Vegas) e nel 1998 al “Festival of Arts” (Laguna Beach).
Tornato a Milano, e diventato nel frattempo anche un apprezzato grafico e designer, Raptuz collabora negli anni con molte grandi aziende e partecipa esibendosi live, in innumerevoli eventi, concerti e tour italiani. Nel 2005 fonda una delle prime ACU (Associazioni per la Creatività Urbana) italiane “Associazione Italiana Writers – Tribù Dell’Indice” della quale è presidente, e con la quale, inoltre, organizza eventi benefici – come l’ormai noto “Write for Food” – ed eventi di interscambio artistico-culturali per giovani writers italiani a Los Angeles – la “LA-Goldrush”. Nel 2008 Raptuz fonda la “TDK Art D-Vision” con cui crea e promuove esposizioni collettive e mostre personali di streetartists sia già affermati che emergenti.
Raptuz, forte del proprio unico mix di entusiasmo e professionalità, negli anni espone le sue opere in gallerie e musei importanti, come il PAC di Milano, La Triennale di Milano, il MART di Trento e Rovereto, la Galleria Civica di Monza, il Museo Civico e la Galleria Civica di Bolzano, la Crewest Gallery di Los Angeles.

In breve: GALLERIA SCHUBERT
Attiva da oltre quarant’anni la Galleria Schubert si distingue per l’ampiezza e la varietà delle proposte espositive. Si è passati con disinvoltura dai grandi maestri ai giovani esordienti.
La filosofia è quella di creare un luogo aperto alla sperimentazione e riflessione. La galleria viene vista come il luogo di riproduzione del’arte, il luogo cioè dove l’arte si rinnova e si confronta con la tradizione del grande passato.
La nostra missione si esplica nel cercare nuovi cultori della materia, stimolare il senso critico e la partecipazione del pubblico.
La nostra ambizione risiede nell’aumentare la complessità del panorama artistico lasciando traccia tangibile nel caos evolutivo dell’espressione artistica.
Fondata nel 1967 da Alberto Schubert e Adele Lilloni la Galleria Schubert ha avuto diverse sedi. La prima in via Cino del Duca (allora via Cerva), quindi nel 1971 una seconda sede in via Montenapolene/via Bagutta e una terza a Lugano in società con Eligio Boni (Boni+Schubert).
Successivamente le succursali vennero chiuse e solo la sede di via Montenapoleone rimase attiva fino al 1999. Dal 2000 la galleria si trova in via Fontana 11 a Milano ed è diretta da Andrea Schubert, succeduto alla sua guida dal 1987.

In breve: INWARD
INWARD – INTERNATIONAL NETWORK ON WRITING ART RESEARCH AND DEVELOPMENT
INWARD è un gruppo internazionale di esperti che opera per la valorizzazione della creatività urbana con seminari, workshop, convention, ricerche e progetti nelle università, con enti pubblici, per privati e in collaborazione con associazioni no-profit e operatori culturali, con programmi di educazione e formazione interdisciplinare, promuovendo un team diffuso di centinaia di creativi urbani italiani e producendo libri, eventi, mostre, audiovisivi, riqualificazioni urbane.
Impegnato da molti anni nel facilitare la corretta comprensione del fenomeno, distinguendolo ed allontanandolo dal vandalismo in città, dialoga sugli aspetti della creatività urbana con sociologi, antropologi, architetti, urbanisti, designer, critici d’arte, artisti e comunicatori.

Luigi “RAPTUZ” Muratore
“STRADA MADRE”
La Mostra:
Luigi “RAPTUZ” Muratore – “STRADA MADRE”
GALLERIA SCHUBERT, Via Fontana, 11 – Milano

Vernissage:
MARTEDI 21 FEBBRAIO 2012 dalle ore 18,00 alle 22,00.

Orari di apertura galleria:
LUN/VEN dalle 11,00 alle 19,00 (orario continuato).
SAB/DOM aperto solo su appuntamento.

Fine Mostra:
VENERDI 9 MARZO 2012 alle ore 19,00.

All’inaugurazione della mostra sarà presentata la monografia per il venticinquesimo anniversario di writing dell’artista (1987-2012). Mostra e Catalogo a cura di:
Prof. Lorenzo Bonini (critico d’Arte)
Con il Patrocino di:
INWARD (Osservatorio Sulla Creatività Urbana)

Luigi “RAPTUZ” Muratore
www.raptuz.com – [email protected]

Galleria Schubert – Via Fontana, 11 – 20122 Milano
[email protected] – www.schubert.it – tel.+39.02.54101633 – fax +39.02.54101633

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